Cenni Storici su Sutri
Dopo la caduta di Veio, Sutri costituiva un caposaldo del territorio etrusco, che Roma doveva superare per avanzare in Etruria. Nel 389 a.C. Furio Camillo conquistò la città, ma solo nel 310 essa si sottomise definitivamente a Roma, quando fu instaurata la colonia di Julia Sutrina.
Di questo periodo sono le numerose tombe etrusche che si trovano nelle necropoli circostanti.
Altre rilevanti testimonianze sono rappresentate dall'ipogeo della Madonna del parto. Il monumento più imponente di questo periodo rimane l'Anfiteatro scavato interamente nel tufo.
L'asse maggiore è di circa 49 metri, quello minore di 40. I vomitoria (le vie di ingresso e uscita) e forse una parte delle gradinate erano realizzati in laterizio.
L'anfiteatro è costituito da ventuno gradinate, sulle quali potevano prendere posto circa tremila persone. La cronologia del monumento non è facilmente attribuibile, ma studi recenti lo pongono all'inizio dell'età imperiale.
L'anfiteatro fu rimesso in luce nel 1839 dal marchese Savorelli.
Sutri, con l'affermarsi del Cristianesimo, diviene sede vescovile. La funzione di baluardo difensivo rivestita da questo centro già in epoca etrusca e romana, è nuovamente rivalutata nell'alto medioevo, quale avamposto dell'Urbe contro i Longobardi, che tuttavia riescono ad impadronirsene e ad occuparla. Nel 728 il loro re Liutprando ne fa dono al Papa Gregorio II. La cessione della città alla Chiesa costituisce una delle prime donazioni al nascente patrimonio di San Pietro.
Nell'800 si ebbe il famoso incontro tra Carlo Magno e Papa Leone III, prima della storica cerimonia dell'incoronazione. Nel 1046 si tenne a Sutri un tempestoso concilio, durante il quale l'imperatore Enrico III depose tre pretendenti al soglio di Pietro e fece eleggere Clemente. In occasione del giubileo del 1300, Sutri ospitò migliaia di fedeli che vi pernottarono prima dell'ultima tappa verso la città eterna. Ma, già da tempo, la città e la Via Cassia, detta anche Francigena, avevano assunto notevole importanza, in quanto pellegrini e soldati sostavano a Sutri quale tappa obbligata, lungo la strada per la Terrasanta.
La Via Francigena, che da Canterbury portava a Roma, è un itinerario della Storia, una via maestra percorsa da centinai di migliaia di pellegrini in cammino per Roma. Una strada che si snoda attraverso le Alpi in Valle d'Aosta e scendendo dal Piemonte e dalla Lombardia nella Pianura Padana, valicava l'Appennino verso Berceto (Parma), attraversava la Toscana e il Lazio, Capranica, Sutri, Monterosi per poi abbandonare la Cassia per la Via Trionfale fino a raggiungere Roma.
Per tale motivo Sutri divenne una delle numerose submansiones dei Templari. Ne è testimonianza la chiesa di Santa Maria del Tempio, situata proprio sulla via Cassia, a sinistra dell'ingresso a villa Savorelli. Quando papa Paolo III Farnese potenziò la variante cimina della Cassia, quest'ultima fu meno frequentata, in quanto la maggior parte del traffico venne deviato sul nuovo percorso. La cittadina di Sutri, da questo momento, diviene uno dei tanti borghi della Tuscia seguendo i destini dello Stato Pontificio prima, di quello italiano poi.
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