Lettere al Giornale: A proposito dell’intervista al Sindaco Petroni… Inviato da : giggio 20 Ago 2007 - 16:44
Il Lavatoio
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Ho letto con curiosità ed interesse l’intervista al nostro Sindaco Petroni pubblicata su questo giornale nell’edizione dello scorso aprile. Con franchezza, posso dirle di essere rimasto esterrefatto dal tono supponente e dal contenuto alquanto discutibile delle risposte date. In un primo momento, ho pensato che l’intervista fosse il risultato di un qualche fraintendimento e che, quindi, lo stesso sindaco sentisse il bisogno di smentirne, in tutto o in parte, la paternità chiedendo, come avviene generalmente, la pubblicazione di una nota di chiarimento o rettifica nel numero successivo del giornale oppure utilizzando altre forme da lui preferite. Poiché mi risulta che ciò non sia accaduto (diversamente, anticipo le mie scuse), devo considerare come date e condivise le affermazioni riportate nell’intervista. Come libero cittadino, mi permetto, dunque, di fare, in proposito, alcune brevissime considerazioni sui punti trattati, anche al fine di motivare il giudizio negativo espresso in apertura.
La Piazza del Comune – afferma il Sindaco – è “il salotto di Sutri”. È certamente una verità. Ma allora perché rifarla ora spendendovi 150.000 euro? Essa abbisogna sicuramente di un intervento. Ma la stessa necessità si pone per altre strutture. Il problema, allora, è uno: l’intervento proposto è una priorità? Ho forti dubbi al riguardo. Rimanendo ai contenuti dell’intervista (quindi solo a titolo esemplificativo), non sarebbe stato meglio utilizzare il denaro per recuperare il campetto di calcio e del tennis della scuola media o gli immobili del centro storico, realizzando maggiori spazi verdi? L’acquisizione della palazzina delle suore – sostiene il Sindaco – non è stata possibile perché “il prezzo richiesto era troppo alto e il Comune non poteva opporsi alla vendita senza rischiare cause che avrebbe comunque perso”. Mi sembra una ricostruzione alquanto fragile dal momento che il Comune – come noto – dispone dello strumento dell’espropriazione (che, in caso di disaccordo, prevede un indennizzo di molto inferiore al prezzo di mercato) e che un provvedimento ben motivato relativamente alla sussistenza di un pubblico interesse non sarebbe di certo annullabile. Peraltro, anche se fosse vero quanto affermato, non sarebbe stato comunque opportuno acquisire almeno una parte dell’immobile in modo da poter ampliare l’attuale scuola materna, che, in tutta evidenza, soffre di una oggettiva carenza di spazi? E siamo proprio sicuri che le suore, che tanto bene hanno fatto per la nostra comunità, non si sarebbero rese disponibili a ricercare un ragionevole compromesso?
Quanto allo scempio urbanistico al quale stiamo assistendo da alcuni anni – sostiene il Sindaco – “tutto è assolutamente nelle regole” e il Piano particolareggiato del Centro Storico non è necessario perché – sempre a giudizio del Sindaco – “è sufficiente attenerci ai criteri indicati dalla Regione e agli interventi della Sovrintendenza”. La prima affermazione è chiaramente non soddisfacente: se tutto è nelle regole e se il loro rispetto determina i danni che tutti vediamo, ciò significa che le regole vanno cambiate. Perché allora non lo si è fatto per tempo? La seconda affermazione evidenzia, invece, una scarsa sensibilità (se non addirittura un’assoluta superficialità): il Piano particolareggiato è unanimemente considerato uno strumento indispensabile per salvaguardare la bellezza e le specificità del Centro Storico, tanto che la stragrande maggioranza dei paesi limitrofi ne è dotata. Forse Sutri non merita altrettanta attenzione? O forse si preferiscono interventi di facciata (come, ad esempio, la piazza), lasciando i veri problemi irrisolti? Sono convinto che se il Sindaco (persona senz’altro capace) avesse ascoltato di più le tante persone meritevoli della sua maggioranza, i consigli (ma anche le critiche) dell’opposizione e i suggerimenti della gente comune, oggi i risultati sarebbero certamente migliori. Ma, rispetto all’esigenza di maggiore partecipazione, il Sindaco dichiara: “non è nel mio stile e non lo ritengo utile né necessario”. Il che – mi sia consentito - suscita almeno qualche perplessità dal momento che il comune è patrimonio dell’intera comunità e non di una sola parte, per quanto consistente essa sia. Speriamo quindi che il prossimo sindaco ci abitui a uno stile diverso!
Note: Di Alessandro Tonetti
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